Gardone Riviera

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Torna la tradizione: si riaprono le sale del “Casinò”

OTTOBRE 1909  -  OTTOBRE 2009

 

IL CASINÒ, UNO DEI SIMBOLI DELLA “BELLE ÉPOQUE” GARDONESE ED UNO DEGLI EDIFICI STORICI PIÙ BELLI DEL GARDA, RIAPRIRÀ FINALMENTE LE SUE SALE E COSÌ, A 53 ANNI DALL’ULTIMA PUNTATA AL TAVOLO DELLA ROULETTE, IL GARDA POTRÀ RIAVERE LA SUA “CASA DA GIOCO” .

 

 

UN PO’ DI STORIA

L’edificio del Casinò, in stile vagamente liberty, venne costruito nel 1906 in riva al lago. Attorno al 1908, il Comitato di cura costituito dai villeggianti  tedeschi, decise di acquistare la villa e di trasformarla prima in Kurhaus e poi in Kur-casinò.

Il primo  progetto di trasformazione venne affidato all’architetto Heinrich Schafer che si avvalse della collaborazione dell’ingegner Cesare Comencini e della supervisione dell’architetto Beniamino Serri di Salò. L’apertura avvenne nel 1909 e il 16 ottobre venne eseguito il concerto d’inaugurazione.

L’edificio, destinato all’intrattenimento di una clientela che si trasferiva sul lago per le cure, divenne luogo di incontro del bel mondo che trascorreva il suo tempo  tra  concerti pomeridiani e serali, veglioni, conferenze e spettacoli teatrali. In seguito, proprio per il successo della stazione turistica gardonese che richiamava un pubblico assai numeroso, l’edificio fu ampliato dall’ingegner Angelo Fuchs e dall’architetto Friedrich Zawar con l’aggiunta di tre nuove sale e nel 1911 venne  costituito un circolo nel quale si giocava alla roulette.

Proprio dall’apertura della casa da gioco si può datare l’avvio della trasformazione di Gardone Riviera da località prevalentemente terapeutica a centro turistico “mondano” che ebbe poi il suo massimo splendore nell’epoca dannunziana, negli anni Venti e Trenta del secolo scorso. Già nel 1912, però, il Casinò venne chiuso e nel 1917 il Comune deliberò di acquisire l’edificio quale luogo di incontro e di svago. La casa da gioco fu riaperta ma venne  chiusa nuovamente nel 1924 con un provvedimento generale del governo fascista. D’Annunzio, sdegnato, scrisse a Benito Mussolini ”Questa riva - dopo la chiusura pudibonda del Casinò - è quasi deserta”. Due anni dopo, nel ’26, il Vate tornò alla carica scrivendo al Duce “Bastano due dadi e una pelle di tamburo tesa per giocare alla disperata come i lanzichenecchi”.  L’edificio, comunque, negli anni tra le due guerre fu il cuore della vita mondana della zona gardesana.

La sala da gioco venne riaperta solo per un breve periodo nel primissimo dopoguerra, dal 27 ottobre 1945 al luglio 1946, ma  continuò anche negli anni seguenti a svolgere  la sua funzione di luogo per  feste ed eventi mondani. Poi l’edificio, in anni più recenti, ospitò nel salone delle feste una sala cinematografica da 280 posti, finchè il terremoto del 2004  pose fine anche a quest’utilizzo. Ed ora, a 53 anni dall’ultima puntata alla roulette, il Garda potrà finalmente riavere la sua “casa da gioco”.

Ma non dovrete chiamarlo Casinò, non si tratta, infatti, di un Casinò classico, con roulette e chemin de fer, ma di una “Gaming Hall” che aprirà i battenti  sotto l’egida del prestigioso Casinò di Venezia. Non ci saranno, per ora, i tavoli verdi inaugurati a Gardone durante la Belle Époque, si giocherà alle 24 slot macchine autorizzate dai Monopoli di Stato, ai tre tavoli da poker americano e in un angolo particolare si potrà acquistare il merchandising con il  “brand” del Casinò di Venezia.

Tutto questo verrà offerto in un locale prestigioso per la sua storia passata, un locale con una darsena a cui accedere via lago e in cui fermarsi per  cenare a lume di candela in un ristorante di classe arredato con mobili d’epoca. I tempi sono cambiati, non c’è più quell’aura di rischio e di avventura, e  forse anche un po’ di perdizione, che tanto attirava i bravi borghesi di inizio Novecento. Allora intere fortune venivano affidate ai capricciosi sobbalzi  della pallina in balia della roulette, si vinceva e si perdeva, purchè impeccabilmente in smoking.

Oggi solo quattro sonoi Casinò autorizzati sul territorio nazionale ma, anche se il loro numero crescerà nel prossimo futuro, anche grazie a proposte di legge avanzate negli anni ’70 proprio dal Comune di Gardone Riviera, una nuova età dell’oro non è più immaginabile.

Oggi le occasioni di gioco sono molteplici e diversificate, ma l’Amministrazione comunale è convinta che questa sia un’occasione da non perdere per migliorare l’offerta turistica, per aumentare il numero delle presenze, per allungare la stagione e per contrastare la concorrenza degli altri Paesi che si affacciano sul  Mediterraneo e che del gioco hanno fatto un vero e proprio “business”.