Gardone Riviera

Gardone Riviera, una città giardino nel cuore dell’europa
Gardone Riviera è una piccola località di 2700 abitanti situata sulla sponda bresciana del lago di Garda. Si estende dalla fascia a lago, dove la vegetazione è prettamente mediterranea, a quella collinare dove il verde tenero degli ulivi si mescola al verde intenso dei cipressi. Il suo entroterra, da sempre famoso per le splendide passeggiate panoramiche, permette al turista di immergersi nella tranquillità della natura, lontano dal rumore del traffico.
Il clima, proprio grazie alla corona dei monti che lo proteggono dai venti freddi provenienti da Nord, al favorevole orientamento verso sud e alla presenza del bacino lacustre, è particolarmente mite. La temperatura media annua è di 13,3 gradi, nessuna media mensile scende sotto lo zero ed anche la temperatura estiva supera raramente i 30 gradi. La dolcezza del clima e l’abbondanza delle fonti d’acqua hanno reso possibile l’impianto di varie specie arboree: alla vegetazione tipicamente gardesana si alterna, infatti, quella mitteleuropea, mediterranea e sub-tropicale.
Qui le essenze d'agrumi, i cipressi e gli ulivi convivono straordinariamente con le spledide palme, le canfore, i cedri e le agavi anche esotiche, ed è proprio grazie all’abbondanza e alla varietà della vegetazione che ancora oggi Gardone è chiamata “città- giardino”.
Il verde pubblico a disposizione dei turisti e dei cittadini la pone ai primi posti nella graduatoria
nazionale. Gardone Riviera è una delle località più belle ed eleganti del lago di Garda grazie alla particolarità del paesaggio, alle ville storiche che costituiscono un vero e proprio patrimonio architettonico, alla presenza dei musei, ai lussureggianti giardini e all’atmosfera raffinata dei suoi alberghi che rimandano alla belle epoque.
La storia
La storia moderna di Gardone Riviera nasce dall’ispirazione di un paio di uomini venuti dal Nord. Infatti, furono loro a “inventare” il turismo di Gardone e con esso il turismo sul lago di Garda, fino allora “terra incognita“ sia per gli italiani sia per gli stranieri.
Medici tedeschi, competenti e intraprendenti, arrivarono nei primi Anni 80 dell’Ottocento e, colpiti dal clima e della bellezza del posto, si apprestarono a farne un Kurort (stazione climatica). Il loro successo superò ogni aspettativa. Già all’ultimo scorcio del secolo Gardone fu la meta prediletta dell’èlite internazionale. Alla table d’hôte dei Grand Hotel il re delle ferrovie americane si trovava a fianco del Gran duca di San Pietroburgo, e il re Georg von Sachsen si riposava nella Villa Wimmer dalle tribolazioni causategli dalla nuora Luise von Toscana.
Non è quindi da meravigliarsi se la cittadina piacque anche a Gabriele d’Annunzio che sino ad allora aveva eletto domicilio in grandi città come Firenze, Roma o Parigi. Fu dopo “l’impresa di Fiume” che, nel 1921, il cinquantottenne “Orbo veggente”, già carico di glorie patrie e di virtù letterarie, si innamorò all’istante di quel “meraviglioso lembo di paradiso” ch’era Gardone. Allora, i saloni dei Grand Hotel, per 17 anni, si tramutarono in anticamere per nobildonne, editori o statisti, in attesa di essere ricevuti al Vittoriale, dove il Comandante ha lasciato il marchio più geniale ed eccentrico del suo passaggio terreno.
Poi, per quasi 20 drammatici mesi della cosiddetta “Repubblica di Salò”, Gardone fu il luogo dove furono prese decisioni che determinarono la sorte di gran parte degli italiani. A Fasano, frazione di Gardone, era infatti la sede del Plenipotenziario del Reich, dall’ottobre 1943 all’ aprile 1945, non lontana da quella dell’ ”alleato”, il Duce e Capo della “Repubblica di Salò”. Ancora una volta furono i “Grandi” dell’epoca, o quelli che si ritenevano tali, a entrare e uscire da Gardone Riviera.
Nel secondo dopoguerra, la piazza Wimmer faceva concorrenza alla Piazzetta di Capri. Ci si poteva incontrare Winston Churchill che nel 1949, nell’albergo accanto rifinì il suo discorso per l’inaugurazione del Consiglio d’Europa, il suo connazionale Somerset Maugham che aveva l’abitudine di trascorrere un mese di vacanza a Gardone prima di raggiungere Venezia e quasi vent’anni dopo, nel 1965, il collega russo-americano Vladimir Nabokov che a Gardone si sbizzarriva a cacciare farfalle.
