C’è in realtà un modo di ricordare discreto, privo di enfasi e di retorica, su cui tutti concordano: restituire a ciascuno il proprio nome, l’unica cosa che si possa riavere dopo la morte, la traccia che l’individuo lascia sul mondo. E’ il compito titanico assuntosi dall’archivio di Yad Vashem a Gerusalemme, lo stesso dell’artista tedesco Gunter Demnig quando nel 1990 decide di ricordare tutti i deportati indistintamente, uno per uno, interrando davanti alla casa di ognuno uno Stolperstein, una pietra d’inciampo, recante il suo nome, la data di nascita, di deportazione e di morte, l’intero ciclo cioè di un’esistenza tragica, in uno spazio appena sufficiente a contenerla”. (A. Zevi)

Così sabato 20 gennaio 2018 Gardone Riviera ha voluto ricordare ancora le vittime dei lager, posizionando altre due nuove Pietre d’inciampo, a ricordo dei fratelli Arturo ed Umberto Soliani, che hanno vissuto qui un significativo periodo della storia e della loro vita e che moriranno nel 1945 come molte altre vittime di folli piani di sterminio.

La Celebrazione del Giorno della Memoria ha preso vita sin dal mattino, dove nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale il professor Rolando Anni dell’Università Cattolica di Brescia ha tenuto un interessante ed emozionante incontro dal titolo “Parole e musica : vita e distruzione dello shtetl ebraico”, un viaggio a ritroso nel mondo della cultura e del mondo ebraico, partendo dalla fine, dall’olocausto, per giungere alla vita quotidiana dello shtetl, il villaggio, attraversando tantissimi aspetti dell’ebraismo:  la fede, i precetti,  l’istruzione, la lingua, il cibo, le tradizioni, le festività. La voce del professor Anni è stata accompagnata dalla musica di Alessandro Adami, del gruppo musicale “Klezmorim”, che ha proposto alcuni canti della tradizione ebraica  (quali “Shemà Israel”, “Gam Gam”, “Tum Balalaika” …)  e dalla voce straordinariamente  espressiva di Luisa Anni:

Così, quando ricordo a me stesso i miei anni d’infanzia, mi sembra proprio come un sogno… … guardare la piccola casa, che brillava alla festa delle luci……e il piccolo albero che ho piantato molto tempo fa cresce ancora ? … quella piccola casa dove ho passato la mia infanzia ! …quella povera stanza dove ho riso e giocato con altri bambini…… quegli alberi in riva al fiume dove ci si sedeva a leggere… (Belz, Mayn Shtetele Belz)

Nel pomeriggio si è svolta la posa delle due Pietre d’inciampo: la prima  in corso Zanardelli 7, dove viveva Arturo Soliani, la seconda,  in corso della Repubblica 57 (l’allora corso Vittorio Emanuele II) ove dimorava il fratello Umberto, alla presenza delle autorità civili e militari, ai rappresentanti dei corpi d’Arma e di numerosi cittadini che hanno osservato in ossequioso silenzio la posa a cura dell’artista Gunter Demnig ed ascoltato  gli interventi del Sindaco, della prof.ssa Prassede Gnecchi, della prof.ssa Elisabetta Conti, Presidente della Commissione comunale Cultura e del dott. Alberto Franchi, Presidente della Cooperativa Cattolico Democratica di Cultura.

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Il progetto Stolpersteine – Pietre d’inciampo a Gardone Riviera