La “legge di stabilità” per l’anno 2016 ha modificato le agevolazioni IMU e TASI per abitazioni concesse in uso gratuito (comodato) a parenti in linea retta entro il primo grado.

In particolare, è stata abolita la facoltà per i Comuni di “assimilare” all’abitazione principale quella concessa in comodato gratuito a parenti.

Ora la norma stabilisce direttamente la riduzione del 50% della base imponibile ponendo però le seguenti condizioni:

  • l’abitazione concessa in comodato non deve essere di categoria catastale A/1, A/8 o A/9;
  • il comodatario deve essere un parente in linea retta di primo grado (genitore/figlio o viceversa);
  • il comodatario deve utilizzare la casa come abitazione principale;
  • il contratto di comodato deve essere registrato (con un onere minimo, una tantum, di 216 euro);
  • il comodante deve possedere un solo immobile in Italia e risiedere anagraficamente nonché dimorare abitualmente nello stesso comune in cui e’ situato l’immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unita’ abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
  • il possesso dei requisiti di cui sopra deve essere attestato con dichiarazione IMU.

Per le abitazioni concesse in comodato gratuito a parenti per le quali non si realizzano tutte le condizioni di cui sopra, l’imposta si calcola sull’intera base imponibile applicando l’aliquota corrispondente (vedere sotto).

Aliquote IMU e TASI

Per le abitazioni e relative pertinenze concesse in uso gratuito a parenti fino al secondo grado in linea retta o collaterale (comprese quelle di primo grado che hanno diritto alla riduzione della base imponibile di cui sopra) per l’anno 2017 è stata confermata l’aliquota IMU ridotta del 4,6 per mille alle seguenti condizioni:

  • dimora abituale e residenza anagrafica nell’abitazione da parte del parente che usufruisce dell’uso gratuito e del suo nucleo familiare;
  • intestazione al parente delle utenze dei pubblici servizi (smaltimento rifiuti, acqua, energia elettrica, gas, telefono) relative all’abitazione concessa in uso gratuito, escluse le utenze relative a più unità immobiliari o condominiali;
  • presentazione all’Ufficio Tributi di una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante la concessione in uso gratuito dell’alloggio al parente.

L’aliquota TASI è del 2 per mille.

Nel caso non si realizzino le condizioni per la riduzione del 50% e neppure quelle per l’aliquota IMU ridotta, le aliquote da applicare (all’intera base imponibile) saranno le seguenti:

  • IMU: 10,6 per mille;
  • TASI: 0,8 per mille.

Problematiche interpretative

A causa dell’imprecisa formulazione della norma, le condizioni per l’applicabilità della riduzione del 50% Imu-Tasi prevista dalla legge di stabilità per le abitazioni concesse in comodato d’uso gratuito ai parenti di primo grado sono state al centro negli ultimi tempi di un intenso dibattito.

Si riassumono di seguito le principali problematiche.

Registrazione

La questione tuttora più discussa è quella relativa alla rilevanza della registrazione del contratto ai fini della decorrenza della riduzione. Sul punto, il Ministero dell’Economia ha ritenuto che la riduzione della base imponibile decorra dalla stipulazione del contratto o dalla sua conclusione, con conseguente irrilevanza del momento della registrazione (Risoluzione n. 1/2016). Di analogo parere è l’Ifel nelle recenti Faq pubblicate. (stralcio dall’articolo “Comodati al test di verifica” – Stefano Baldoni – Il sole 24 Ore – 11 marzo 2016)

Immobili posseduti

IL Ministero dell’Economia e delle Finanze ritiene che laddove la norma richiama in maniera generica “l’immobile“, la stessa deve intendersi riferita all’immobile ad uso abitativo.

Di conseguenza, secondo il Ministero il possesso di un altro immobile di tipo non abitativo (terreno, negozio, ecc.) non impedisce il riconoscimento dell’agevolazione.

Tale interpretazione non è condivisa da tutti commentatori, in quanto la definizione di “immobile” in una norma agevolativa non può essere arbitrariamente limitata ad una particolare tipologia.

Pertinenze

Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze la riduzione della base imponibile si applica sia all’abitazione che alle pertinenze concesse in comodato nei limiti di una unità per ciascuna delle categorie catastali C/2, C/6 e C/7.

Secondo l’IFEL (ente facente capo all’ANCI, Ass.ne Comuni Italiani) l’agevolazione si applica a tutte le pertinenze in comodato, senza il limite di una unità per ciascuna delle categorie catastali C/2, C/6  e C/7.

Secondo altri commentatori, tali interpretazioni sono entrambe errate e, stante la norma attuale, la presenza di una o più pertinenze dell’abitazione concessa in comodato renderebbe addirittura inapplicabile l’agevolazione anche all’abitazione stessa.

Documentazione