“C’è in realtà un modo di ricordare discreto, privo di enfasi e di retorica, su cui tutti concordano: restituire a ciascuno il proprio nome , l’unica cosa che si possa riavere dopo la morte, la traccia che l’individuo lascia sul mondo. Il compito titanico assuntosi dall’archivio di Yad Vashem a Gerusalemme, lo stesso dell’artista tedesco Gunter Demnig quando nel 1990, decide di ricordare tutti i deportati indistintamente , uno per uno, interrando davanti alla casa di ognuno uno Stolperstein, una “pietra d’inciampo” , recante il suo nome, la data di nascita, di deportazione e di morte, l’intero ciclo cioè di una esistenza tragica, in uno spazio appena sufficiente a contenerla…” (Adachiara Zevi)
Le pietre d’inciampo gardonesi ricordano :
Alfredo Russo (vicolo Ars, 10)
Arturo Soliani (corso Giuseppe Zanardelli, 7)
Umberto Soliani (corso della Repubblica, 57)